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    July 17

    Dubbio Esistenziale

    Oggi pomeriggio, mentre ero seduto alla scrivania intento a cercare un senso al mio lavoro, sono stato colto da un dubbio esistenziale.

    Ma il Tronky conviene morderlo sul dosso o sulla cunetta?
    Un tale interrogativo ha meritato l'apertura di un sondaggio immediato su Messenger e da questo ho appreso che la maggior parte della popolazione morde il Tronky sul dosso, mentre l'altra maggiorparte mi odia. 
    E tra l'altro, nel mentre che raccoglievo le varie risposte del sondaggio, GioGio mi ha illuminato sulla profonda differenza che intercorre fra le due strategie:
    - morderlo sul dosso è un modo per gustarlo decisamente di più;  
    - morderlo sulla cunetta è una cosa tipo "non vedo l'ora di finirlo ...".

    Questo dimostra che la mia domanda, per la quale più di qualcuno mi ha anche bloccato su Messenger, non
    ha niente di stupido, anzi delinea un profilo psicologico dell'utente del Tronky.

     

    Morale uno: Dover saldare gli ultimi 3.000 euro di debito che ho con lo stato, su un totale di  3.000 euro di debito, mi rende alquanto felice: credevo fossero 8000. E comunque non ho nemmeno i 3000 .

    Morale due: Sabato ero a Camerata per perseguire due scopi precisi:

    1. Mangiare e bere come un porco

    2. Dimostrare con prova scientifica dell’esistenza di tale paese a Marione, Titozzo, Beppe, Lolla e FraFra, cosa che posso fare solo ora: ebbene sì, Camerata esiste ed è mia intenzione tornarcivisi..ci..si..vi.

     
    July 04

    Stati d'animo

     ... e mo basta!!!
     
    July 02

    Alba

    Alba

    E' l'alba oramai
    E scaldo la mia Anima
    Con un tiepido respiro
    E da una banchina Contemplo il mare
    Distesa immensa …
    ... con la sua calma
    Anche quando è in tempesta
    Quieta tutto il mio malessere
    E mette a tacere
    I miei opachi pensieri

    July 01

    Mah!

    Nel buio e nel silenzio prima di addormentarmi il cervello macina sempre le sue riflessioni. E' successo anche ieri notte - o stanotte.
    E' un pensiero perfetto, già formulato, e non soltanto una vaga sensazione. Ho soppesato, per un attimo, la possibilità di trascriverlo, magari impugnando la pila con la mano sinistra e, con la destra, la matita che so di avere sempre sul comodino di fianco al letto e che lascio lì per pigrizia, non per avvedutezza.
    Ma poi non sapevo se avrei trovato un pezzo di carta su cui scrivere, anzi sapevo che l'unica carta era quella assorbente, del genere "rotolone Regina", che altrimenti uso per altri scopi, e non mi andava di scribacchiare sulle pagine bianche di uno dei due libri che, da tempo immemorabile ormai, ho sul comodino.
    Mi sono detto: "Se è importante come credo, domattina lo ricorderò e lo trascriverò". Stamattina mi sono alzato - non tardissimo: erano le otto e venti, mi sono concesso sei ore di sonno (troppo poche per me) - e ovviamente non ricordavo più nulla, nemmeno l'argomento generale del pensiero formulato qualche ora prima.
    Per quanti sforzi facessi la luce aveva inghiottito le riflessioni partorite al buio. E' stata la conferma che non era nulla di importante: sicuramente non era nulla di risolutivo, nulla che mi avrebbe cambiato la vita.
    Può darsi che stanotte qualche pensiero torni a farmi visita e qualche frase mi cada addosso negli interstizi tra la veglia e il sonno, complice l'oscurità che, non concedendo distrazioni, mi costringe a rientrare in me.
    Allora gli salterò addosso come si salta addosso a un animaletto che s'intrufola in casa, buttandogli addosso una coperta, stringendo forte per non farmelo scappare. In un modo o nell'altro, fuggirà comunque ...